Si sta parlando molto della proposta di riforma delle pensioni di Tito Boeri, neo Presidente dell’Inps. Premesso che tutti hanno diritto di dire la loro e di presentare progetti di legge. Penso peraltro che chi riveste cariche istituzionali, come quella di Presidente dell’Ente che eroga le pensioni alla quasi totalità degli italiani, dovrebbe farlo appunto in modo “istituzionale”, discutendone con il governo in carica e non caricandolo di personalismo fino a farne oggetto di sfida, costringendo il governo, che non vi ha dato seguito, a difendersi pubblicamente, quasi che vi fossero stati accordi non adempiuti. Per dare ancora più forza alla sua voce Boeri ha fatto pubblicare con grande evidenza sul sito Inps la sua intera proposta. E l’ha intitolata “Non per cassa, ma per equità”.

IO SOSTENGO CHE, SE APPLICATA, QUESTA PROPOSTA AGGIUNGEREBBE INIQUITA’ A INIQUITA’ E DUNQUE NON PUO’ ESSERE LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA.

Dove sta l’iniquità della proposta Boeri?

Sta nel reperimento delle risorse necessarie all’attuazione di questa “riforma”.

In sostanza si ricaverebbero “tagliando” le pensioni che superano i 3500-5000 euro lordi, nella generale ma generica ipotesi che abbiano pagato contributi inferiori a quelli necessari per garantire loro quella remunerazione.

Ovviamente stiamo parlando di coloro che sono andati in pensione con il metodo “retributivo”, cioè basato sulla retribuzione percepita (mediamente la media degli ultimi dieci anni). Ora tutti siamo d’accordo sul fatto che vi siano stati nel tempo interventi legislativi che in molti casi hanno garantito situazioni di privilegio. Pensiamo alla vergognosa categoria dei sindacalisti, che si sono fatti fare la leggina con la quale la pensione era agganciata alla retribuzione dell’ultimo anno (non la media degli ultimi dieci anni), cosicché molti di loro (specie i capi nazionali) si sono fatti aumentare a dismisura lo stipendio dell’ultimo anno e ne hanno approfittato: il più recente caso eclatante è quello dell’“approfittatore” Bonanni, ex segretario generale della CISL. Ma pensiamo ai “Baby pensionati” che pare costino mediamente 15 miliardi di euro all’anno. E così molte altre categorie (agricoltori, commercianti, artigiani, ecc.), per altro già segnalate da Boeri.

Ora per fronteggiare queste iniquità si vorrebbe prendere una misura “un tanto al chilo”: tagliare quelle superiori a 3.500-5.000 euro. (Per altro molte proposte vanno in questo senso a partire dalla Meloni che, dopo aver approvato leggi a favore degli evasori e dei ladri, come Ministro del governo Berlusconi, oggi, improvvisamente “fulminata sulla via di Damasco” è contro tutto ciò che aveva approvato e sostenuto (viva la coerenza!).

Ma per quale motivo dovrebbero essere i titolari di queste pensioni, che non hanno avuto privilegi superiori ad altri, a pagare?

C’è un modo equo perché tutti paghino in relazione ai privilegi che hanno avuto? Certo che c’è! ED E’ QUELLO DI RICALCOLARE PER TUTTI LA PENSIONE SECONDO IL SISTEMA CONTRIBUTIVO!

Così facendo ognuno riceverebbe per quanto ha versato e nessuno potrebbe avere qualcosa da ridire!

Certo bisogna però farlo per tutti: con il che i “baby pensionati” che oggi prendono mediamente 1.000 euro al mese ne prenderebbero 200, e così forse i commercianti, gli agricoltori e gli artigiani.

Solo allora dovrebbe intervenire il problema vero: si può vivere con 200 euro al mese? Certamente no. Ed allora dovremmo stabilire qual è il minimo. I 500 euro fissati da Boeri? Io penso che dovrebbero essere almeno 1.000.

Ma a quel punto è evidente che la differenza va colmata con un intervento di ASSISTENZA e NON DI PREVIDENZA.

Che potrebbe trovare le risorse necessarie dal ricalcolo delle pensioni secondo il sistema contributivo.

Ma oggi l’INPS svolge sia interventi di previdenza (pensioni) sia di assistenza (esempio assegni familiari, indennità di disoccupazione, ecc.).

E’ chiaro che la prima cosa da fare è SEPARARE LA PREVIDENZA DALL’ASSISTENZA.

Un’ultima riflessione. La Costituzione stabilisce che ognuno contribuisca in modo progressivo ai bisogni comuni! Ma ciò si deve raggiungere attraverso il sistema di tassazione (che è progressivo) e non certo con forme surrettizie come quelle che vorrebbe anche il presidente dell’Inps Boeri!

La soluzione dunque c’è ma non è certo quella di Boeri, che aggiungerebbe, come dimostrato, iniquità a iniquità.

Commenti   

#3 madigi48 2015-11-16 12:35
Caro Antonio, posso capire la difesa ad oltranza dei privilegi che vengono messi in discussione da Boeri, ma francamente non sono riuscito a capire a quali domande dovrei rispondere? Anzitutto con il sindacato non centro assolutamente nulla e credo che questi ultimi abbiano commesso errori madornali, dolosi non colposi, per difendere gli stessi privilegi che stai difendendo tu. Ad esempio la delega con la quale i dipendenti privati e pubblici finanziano i sindacati è il dramma dei lavoratori in quanto in questo modo hanno concesso libertà di fare i propri affari alle miriadi di dirigenti neppure spostandosi dalle proprie poltrone quindi creando una barriera insormontabile al dialogo fra le parti. Io ho militato nel sindacato, quando si andava a cercare le tessere nelle fabbriche, nei laboratori, nelle cave di pietra dove ho vissuto con i lavoratori mangiando con loro pane e pomodoro. Altro che pensioni d\'oro dei Segretari con il ricalcolo degli ultimi anni di retribuzione. Sono convinto poi che la pensione di 500 euro non sia abbastanza per la dignitosa sopravvivenza dei cittadini onesti, ma è evidente che la difesa dei privilegi incostituzionali di cui pare tu sia sostenitore, non consente molte manovre di redistribuzione. Però se di questo si tratta il confronto con il Presidente Boeri anziché la condanna senza appello senza riconoscere l\'aver contribuito a mettere in evidenza la stortura del sistema, dovrebbe essere il metodo più efficace per trovare il giusto compromesso a questa situazione. Come mai Boeri fino a ieri era uno dei migliori economisti europei tanto da meritarsi la presidenza dell\'INPS oggi viene additato come il soggetto che vuole sostituirsi ai legislatori? Forse che i legislatori italiani alla data di oggi abbiamo mai legiferato per tutelare i cittadini meno abbienti. Sarà populismo il mio ma almeno sono sempre disponibile ad un confronto come ho fatto quando anche con te tutte le volte che ci siamo incontrati. Ma le tue promesse di interessarti del nostro settore all\'epoca che fine hanno fatto? E non giustificarti per il semplice fatto che non sei più parlamentare, sappiamo bene come vanno le cose anche in questi casi e sappiamo che se un ex parlamentare vuole continuare un percorso lo può fare anche dall\'esterno come sto facendo io anche fuori da Confesercenti dopo essere stato dimissionato con un colpo di mano dei dirigenti ai quali ero scomodo. Prossimamente mi confronterò con i vertici dell\'Ex ENPALS ai quali ho chiesto un confronto e mi è stato concesso per trovare soluzioni non per difendere me stesso ma per TROVARE SOLUZIONI lo ripeto e lo ripeterò in eterno, perché non provi a fare lo stesso? Un cordiale abbraccio. Mario Di Gioia Presidente AssoDeeJay
#2 Antonio Borghesi 2015-11-11 18:34
Caro Di Gioia,
Hai fatto un commento populista e demagogico e non hai risposto puntualmente a nessuna delle mie giuste e argomentate critiche. Segno che o non hai letto ciò che ho scritto o non l'hai capito. Ma dal mondo sindacale dopo le "porcate" che ho visto non mi aspetto più nulla di costruttivo!
#1 madigi48 2015-11-10 19:48
No caro Antonio
Non funziona così, i funzionari pubblici, i parlamentari, i consiglieri regionali, i manager, che non fanno un bel niente e, dicono di avere responsabilità, ma le uniche che fino ad oggi sono state dimostrate sono quelle di continue ruberie, si appoggiano per coprire i buchi di bilancio delle casse pensionistiche a soggetti come gli artisti ad esempio, che pagano contributi esorbitanti e non avranno mai diritto ad una pensione seppur povera.
Il sistema pensionistico in questo modo è sbagliato a prescindere e deve assolutamente essere modificato per corrispondere a dei massimali oltre il quale comunque la socialità deve poterne godere.
In uno stato sociale i più poveri che non hanno la fortuna di avere un lavoro non devono morire di fame e di stenti, ma ottenere dei trattamenti che consentono una dignitosa sopravvivenza.
Coloro che percepiscono pur avendo versato i contributi 2500 euro di pensione possono tranquillamente, rinunciare a un centinaio di euro poichè sopravvivono lo stesso, quelli più fortunati (anche come te) che si sono fatte le leggi per favorire se stessi, possono tranquillamente rinunciare ad una fetta di liquidazione e di vitalizi frutto di leggi ad personam, con la consapevolezza che in questo modo si darebbe anche maggiore slancio alla ripresa economica. Sai bene che se ci sono milioni di persone che spendono 100 euro si muove meglio l'economia se invece ci sono solo 1000 persone che spendono decine di migliaia di euro che, in ogni caso è il risultato di differenze sociali inammissibili in uno stato civile.
Non solo Boeri ha perfettamente ragione e dovrebbe avere il sostegno di tutti, visto che vi riempite la bocca di impegno per risollevare l'economia, per eliminare le differenze sociali, per raggiungere la parità dei diritti ecc. ecc. tutte parole che nascondono il vero obiettivo, quello di detenere sempre il potere sui meno abbienti che devono sempre inchinarsi davanti ai potenti.
Rileggiti qualche libro di Giuseppe Di Vittorio, ti servirà a schiarirti le idee e potrai anche prevedere che in un futuro a breve scadenza il popolo dovrà necessariamente pensare ad una nuova rivoluzione francese dei nostri tempi.
Pensaci e vedrai se ho ragione.
Un abbraccio
Mario Di Gioia – Presidente AssoDeeJay
Ass. Naz. DeeJay-Artisti Esecutori

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