2. e il taglio dei posti "implicito" Scritto da Emanuele Felice, il 02-11-2009 18:35 Condivido molto questo giudizio. Aggiungo che, se combiniamo il drammatico taglio dei fondi con un altro aspetto della riforma, l'aumento delle ore di lezione frontale a 350, capiamo che le università non metteranno a concorso nuovi posti per un bel po' di anni a venire. Anche le nuove norme sui concorsi, che sono senza dubbio positive, rimangono quindi solo sulla carta. Oggi infatti i docenti fanno in media la metà o un terzo delle ore di lezione previste dalla riforma, e siccome le ore di lezione non possono raddoppiare di punto in bianco (quante ne vogliamo far fare agli studenti?) è evidente che avremo per un bel po' problemi di sovraorganico e che quindi le università rimedieranno ai pensionamenti redistribuendo il carico di ore sui prof esistenti (tantopiù in presenza di corposi tagli in bilanci). A proposito, perchè non parlare di mandare in prepensionamento o di ridurre gli stipendi ai prof improduttivi? Non solo tagliare i fondi agli atenei produttivi (una misura che colpisce indiscriminatamente tutti i singoli prof, anche chi è stato bravo), ma proprio ridurre gli stipendi o bloccare gli scatti ai singoli prof, approfittando magari della nuova Agenzia Nazionale di Valutazione per giudicarne l'operato...
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