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Liberismo economico d'accatto...
Scritto da marcosisi, il 29-07-2008 07:41
Caro onorevole,  
non sono mica tanto d'accordo su questo fatto che, a volte, questo famoso emendamento "ammazza-precari" è giusto. Sono un precario anch'io e, naturalmente, non mi fa per niente piacere correre il rischio di vedermi, se non ucciso professionalmente, almeno ferito in modo grave da una norma come quella. Posso concordare sul fatto che molti, umanamente, tendono a raggiungere il "posto fisso" con ogni modo, tangenti, cause di lavoro e altro. Ma vogliamo considerare le cose, per favore, da un altro punto di vista, sempre tenendo presente il fatto che la nostra è una repubblica democratica fondata sul lavoro e non un sultanato o una repubblica delle banane?  
Rimanendo all'interno dei principi di democrazia liberale, sui quali voglio sperare che Ella non abbia nulla da eccepire, penso sia essenziale lottare perché un sano criterio meritocratico abbia il sopravvento. Vedere avanzare nel lavoro (e quindi assicurarsi la continuità occupazionale) i più capaci e meritevoli, per me, dovrebbe essere l'obiettivo primario. Al di là della mancanza della preposizione "a", i fatti dimostrano invece che NON E' ASSOLUTAMENTE VERO CHE "UN IMPRENDITORE NON RINUNCEREBBE MAI UN LAVORATORE BRAVO" (sic!). Gli imprenditori vogliono sempre spendere meno perché la logica del profitto, purtroppo, porta con sé anche quest'aberrazione. Non solo inventarsi ogni artifizio, legale o no, per pagare meno tasse, per aggirare le norme antinquinamento o della sicurezza sul lavoro, ma anche spendere meno in termini di stipendi, contributi e quant'altro. Non si spiegherebbe come mai il sottoscritto (e sono solo uno dei tanti, glie lo assicuro), con trentatrè anni di esperienza nel mondo dei media, continui corsi di aggiornamento -spesso pagati a proprie spese-, quattro lingue oltre all'italiano parlate e scritte, due saggi commissionati dall'editore e pubblicati, deve ancora accontentarsi dei famigerati contratti "TD" (tempo determinato) della RAI-TV e di qualche collaborazione occasionale con altre società, dato che l'Ente radiotelevisivo pubblico ti assume per nove mesi all'anno, ma bollette, affitto e alimenti alla moglie devono essere pagati per 12. Ho 51 anni e devo ancora andare avanti così, facendo la gavetta (e venendo pagato) come un ventenne alla prima esperienza. Le pare giusto, questo?  
Forse con un piccolo esempio mi spiegherò meglio: inutile fare il ponte sullo Stretto di Messina se poi la Salerno-Reggio Calabria e le autostrade siciliane sono rimaste al tempo dei Flinstones. Così è altrettanto inutile BLATERARE di mobilità e flessibilità, fino a che il mercato del lavoro non sarà sanato da tutti quei furbetti che cercano esclusivamente di fregare e sfruttare i lavoratori, costretti a subire tutti i ricatti, e che spesso ricorrono alla causa come unico modo per vedere rispettati i loro diritti. Lo sa, carissimo, quanti soldi butta al vento ogni anno la RAI esclusivamente per cause perse? Si faccia una ricerca, i mezzi per scoprirlo non Le devono mancare, altrimenti che ci sta a fare al Parlamento... Ne resterà sorpreso.

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