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L’arroganza del potere della Magistratura: rifiuta il controllo delle sue spese! Vergognoso!
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Il Consiglio Superiore della Magistratura è l’organo di autogoverno dei magistrati. Essendo la magistratura un potere indipendente dagli altri poteri dello Stato (Governo e Parlamento) è quello che decide tutto sui magistrati: incarichi, trasferimenti, sanzioni. Per garantirgli l’indipendenza è presieduto formalmente dal Presidente della Repubblica, ma il vero presidente è il suo vice, ed è formato da membri eletti per un terzo dal Parlamento e per due terzi dai magistrati stessi.

Il Consiglio è un organo di rilevanza costituzione ma non un organo costituzionale supremo come lo sono Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica.

Ovviamente come tutti gli organismi dello Stato il Consiglio ha un bilancio, assai sostanzioso (circa 40 milioni di euro nel 2015), che per altro dal 1997 non sottopone più al giudizio della Corte dei Conti. Siccome gli organi costituzionali supremi ne sono esentati loro hanno autonomamente deciso di avere lo stesso rango anche se così non è!

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Renzismo = Renzi + Fascismo

I Comitati dei “NO” che si stanno costituendo contro l’approvazione delle riforme costituzionali fatte votare da Renzi con il voto di fiducia se la mettano pure via.

Renzi non ne avrà bisogno per trasformare di fatto la Repubblica in una mezza dittatura. Essi sostengono che approvando in via definitiva quelle riforme un Presidente del Consiglio che riesca a farsi eleggere per due volte consecutive diventerebbe di fatto il “padrone” del Parlamento, della Presidenza della Repubblica, della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura.

Renzi non ne ha bisogno: è già molto più in là.

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Totti, ovvero rifiutare di capire quando è giunta l’ora. E Napolitano?

Totti, ovvero rifiutare di capire quando è giunta l’ora. E Napolitano?

 

La vicenda che oggi tutti i mezzi di informazione amplificano e che riguarda la “bandiera” della Roma, Francesco Totti, in realtà non è che lo specchio di un problema ben più profonda che riguarda, in misura maggiore o minore, tutti coloro che occupano una qualche posizione pubblicamente riconoscibile: il rifiuto a capire quando è giunto il momento di fermarsi.

 

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Pensioni di reversibilità: e a pagare siano sempre coloro che già pagano le tasse! Con l’ISEE!
A far scattare l’«allerta reversibilità» è stato l’arrivo in commissione Lavoro della Camera della delega del governo sul sostegno alla povertà. Il testo prevede di riformare i criteri (di reddito e/o patrimonio) che permettono l’accesso a determinate misure, tra cui anche l’integrazione al minimo oltre alla reversibilità. Una delle ipotesi è quella di legare la reversibilità alla parte dell’Isee che valuta il reddito (eventualmente inserendo anche soglie patrimoniali elevate).

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ARENA VERONA, FALLIMENTO DI UN SISTEMA NON DI UN TEATRO

La crisi della Fondazione Arena di Verona, oggi conclamata, non ha origine da fatti recenti ma da una serie di eventi sviluppatisi nell'arco di un decennio, includendo errori evidenti da parte di coloro che ne hanno retto le sorti, dalla sovraintendenza al consiglio d'indirizzo ed alla linea manageriale.

Solo se si considerano tutte le concause lontane e recenti sarà, forse, possibile farne emergere le responsabilità ed individuare nel contempo possibili linee d'intervento per risanare la situazione. Che non potrà tuttavia che essere di lacrime e sangue per tutti: città in primis, indotto, e non ultimi i lavoratori dell'ente.

Una premessa necessaria è tuttavia che le mie riflessioni nascono da notizie di stampa, dalle dichiarazioni degli interessati (dal sindaco al sovraintendente, dalle opposizioni in consiglio comunale ai rappresentanti dei lavoratori, ecc.) e naturalmente dai bilanci pubblici e dai piani industriali: accettando per buoni i numeri espressi.

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Irpinia 35 anni dopo: uno spreco di 32 miliardi e 1 solo condannato!
Ricorre oggi il trentacinquesimo anniversario del terribile terremoto dell’Irpinia. Giusto ricordare le vittime: 2.735 morti e 8.850 feriti. Giusto anche ricordare che lo Stato ha stanziato fino al 2008 ben 32 miliardi di euro finiti per lo più nel nulla come sentenziò nel 1990 la Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal ex Presidente della Repubblica Scalfaro.

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NON BASTA UN VIP AD INVENTARE LA PAS


"Gent.ma Avvocato Bongiorno,

forse ricorderà che nel corso della scorsa legislatura, a seguito di un fatto di cronaca drammatico, ho inteso chiedere al Ministro della salute, con una interpellanza urgente, chiarimenti sull'esistenza di una supposta sindrome denominata PAS (parental alienation sindrome) rispetto alla quale la Sua fondazione ha in corso una campagna pubblicitaria importante.

Il Ministro Balduzzi mi ebbe a rispondere che : "La sindrome in esame non risulta inserita in alcuna delle classificazioni in uso (ICD-10, ovvero International classification of diseases; DSM-IV, ovvero Diagnostic and statistical manual of mental disorders), né si è a conoscenza di un suo possibile inserimento nell'edizione del DSM-V, attualmente nella fase di definizione."

Al ministro risultava “un'attenzione prevalentemente in ambito forense più che da parte della psichiatria e della psicologia clinica.

Continuava il Ministro : "L'Istituto superiore di sanità, interpellato perché è il più alto organo di consulenza scientifica del Ministero, ha sottolineato che i fenomeni di ritiro dell'affetto da parte del bambino nei confronti di uno dei genitori, emersi in alcuni casi di affidamenti a seguito di divorzio, possono essere gestiti dagli operatori legali e sanitari senza necessità di invocare una patologia mentale per spiegare i sentimenti negativi di un bambino verso un genitore. L'inutile e scientificamente non giustificato etichettamento come «caso psichiatrico» può rendere ancora più pesante la difficile situazione di un bambino conteso."

Alla luce di queste evidenze scientifiche trovo pertanto del tutto inappropriato il ricorso del vostro spot ad un termine che rimandi ad un disagio minorile della cui esistenza oggi non vi è risultanza.

La pregherei di adoperarsi per correggere un informazione che rischia di prestarsi ad interpretazioni politiche che credo Ella non possa condividere.

Distinti saluti”.

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Le iniquità dell'INPS e di Boeri, il suo populismo e la sua ricerca di pubblicità.

Si sta parlando molto della proposta di riforma delle pensioni di Tito Boeri, neo Presidente dell’Inps. Premesso che tutti hanno diritto di dire la loro e di presentare progetti di legge. Penso peraltro che chi riveste cariche istituzionali, come quella di Presidente dell’Ente che eroga le pensioni alla quasi totalità degli italiani, dovrebbe farlo appunto in modo “istituzionale”, discutendone con il governo in carica e non caricandolo di personalismo fino a farne oggetto di sfida, costringendo il governo, che non vi ha dato seguito, a difendersi pubblicamente, quasi che vi fossero stati accordi non adempiuti. Per dare ancora più forza alla sua voce Boeri ha fatto pubblicare con grande evidenza sul sito Inps la sua intera proposta. E l’ha intitolata “Non per cassa, ma per equità”.

IO SOSTENGO CHE, SE APPLICATA, QUESTA PROPOSTA AGGIUNGEREBBE INIQUITA’ A INIQUITA’ E DUNQUE NON PUO’ ESSERE LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA.

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Microcredito M5S per imprese con stipendi parlamentari: ma mi faccia il piacere!
Il Consigliere comunale di Imola (BO) Andrea Zucchini mi invia quanto segue:

Una commerciante imolese in difficoltà mi scrive questa lettera:

"Mi sono rivolta al Microcredito dei 5 Stelle per inoltrare richiesta di finanziamento... Dopo l'ultima operazione ho avuto tanti guai di salute ed economici... Con il rischio dello sfratto nella casa dove abito... mi hanno detto di rivolgermi al consulente del lavoro incaricato su Imola presso Studio Bertuzzi e la consulenza era gratuita. La domanda mi era stata consigliata in quanto ricadevo nei requisiti richiesti. Con il numero di domanda che mi hanno rilasciato avevo tempo due gg per presentarlo presso un istituto di credito il quale doveva accettarla e aveva 60gg di tempo per attivare la garanzia. Purtroppo trovare un istituto che accettava la domanda è stato difficoltoso in quanto la maggior parte degli istituti a cui mi avevano consigliato di rivolgermi non aderivano al progetto. Personalmente ho fatto tre richieste (nell'elenco banche c'erano anche Unicredit e cassa di Ravenna a cui io mi sono rivolta) a cui ho sempre avuto negazione per cui mi chiedo chi aiutano se sempre e comunque il potere resta alle banche? Alla fine questa fattura è quanto ho ricevuto dallo studio...."


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Renzi colluso con gli evasori: pagamenti in contanti fino a 3000 euro (prima 1000)











Siamo uno dei Paesi con la più alta “economia sommersa” ed un ‘evasione fiscale che si aggira attorno al 16% del PIL.  Stiamo parlando di 250 miliardi di euro che ogni anno sfuggono al fisco.  E’ unanimemente  riconosciuto che la tracciabilità dei pagamenti sia uno degli strumenti più importanti per contrastare l’evasione fiscale.

E i governo Renzi che fa? Invece di abbassare ulteriormente il limite all’uso del denaro in contante per le transazioni (fissato in 1000 euro dal governo Monti) lo alza a 3000 euro. In futuro commercianti, ristoratori, artigiani,  piccole imprese soprattutto nel campo dei servizi potranno tranquillamente “fare nero” molto più di prima.

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Project Financing ovvero truffa ai danni dello Stato. Dalla Brebemi alla Pedemontana Veneta






Personalmente sono a favore del project financing che è un ottimo strumento per realizzare opere promosse da privati che accettano di costruirle ottenendone la concessione per un certo numero di anni, recuperando l’investimento e conseguendo un giusto profitto dalla gestione. Tanto più di fronte alla difficoltà delle casse pubbliche di reperire denaro a tale scopo.

Ma naturalmente deve trattarsi di un’attività imprenditoriale con il conseguente rischio d’impresa assunto a carico dell’imprenditore medesimo.

Se invece il contratto tra concedente (lo Stato o la Regione) ed il concessionario (l’impresa privata che realizza l’opera) è concepito in modo tale che quest’ultimo non rischi nulla, allora capite che qualche cosa non funziona.

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