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Attuata la mozione Idv: Ponte sullo Stretto bye bye!
Il governo Monti ha dato attuazione all’impegno assunto, anzi subìto, dal governo Berlusconi a proposito dello storno dei fondi destinati al finanziamento del “Ponte sullo Stretto”.
Il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) nella riunione del 20 gennaio ha definitivamente dirottato su altri cantieri i 1.624 milioni di euro assegnati nel 2009 alla società “Ponte di Messina” e non ancora spesi. Dopo l' estate, la Commissione europea non aveva inserito il ponte tra i progetti prioritari delle grandi reti transeuropee per il periodo 2014-2020. E, come riporta il Corriere della Sera “ “…….il 27 ottobre, anche il governo Berlusconi aveva in qualche modo remato contro dando parere favorevole alla mozione di Antonio Borghesi (Idv) che quei fondi voleva destinare al trasporto pubblico locale. Così sono trascorsi altri due mesi e il nuovo governo ha prima rinviato la decisione (il 7 dicembre) e infine ha atteso il pacchetto delle liberalizzazioni per prosciugare il finanziamento del ponte.”

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Cancellare la norma “ammazza libertà della rete Internet”
Ho emesso oggi il seguente comunicato stampa, ripreso dall’agenzia Ansa
DL COMUNITARIA: IDV, FERMARE TENTATIVO DI CENSURA DELLA RETE
(ANSA) - ROMA, 23 GEN - 'La norma della Comunitaria che rende possibile a qualsiasi utente chiedere la cancellazione dalla rete di contenuti ritenuti illeciti, senza alcun intervento della magistratura, ma semplicemente minacciando un fornitore di hosting di un'eventuale azione di responsabilità, rischia di dar luogo ad una vera e propria censura su Internet'. E' quanto afferma in una nota Antonio Borghesi, vicepresidente dell'Italia dei Valori alla Camera.
'E' per questo motivo che abbiamo presentato un emendamento soppressivo. Questa norma - aggiunge Borghesi - andrebbe subdolamente a porre a carico dei fornitori di hosting un obbligo di sorveglianza in relazione ai contenuti pubblicati dagli utenti, trasformandoli in sceriffi della rete, ruolo che e' bene non abbiano'.
'Questa - conclude Borghesi - e' una vera minaccia per il web e per la libertà d'informazione. Ci auguriamo davvero di poterla fermare subito'. (ANSA).
Con l’emendamento che abbiamo presentato vogliamo sopprimere il famigerato “emendamento Fava” che sta mettendo in agitazione tutto il modo del web e della rete.

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Fini su indennità parlamentari: più che “stretta” è “strettina”, cioè nulla di fatto!
Il sito “Generazione Futura” che fa riferimento al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ieri riportato il seguente documento dell’Agenzia Ansa:
Niente piu’ rimborso a forfait per le spese effettuati dai deputati per i portaborse o le spese per la politica: gli inquilini di Montecitorio potranno ottenere il rimborso dei 3.690 euro al mese attualmente previsti per la voce “rimborso per le spese inerenti il rapporto tra eletti ed elettori’ solo se presenteranno ricevute o documenti che dimostrino che effettivamente le somme da essi ricevute siano state da essi impiegate per quel tipo di funzione. E’ la proposta che il presidente della Camera Gianfranco Fini ha avanzato oggi in una riunione a Montecitorio con i vicepresidenti della Camera, i capigruppo e i deputati questori”, ci rivela l’ANSA.

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Vittoria Idv: Monti attacca le auto blu!
Da sempre Italia dei Valori ha lottato contro i costi della politica e tra essi contro le auto blu, che sono uno dei privilegi più odiosi. Da sempre abbiamo chiesto ai Ministri Tremonti e Brunetta il loro blocco per risparmiare fino a 4 miliardi di euro all’anno. Da sempre abbiamo presentato, inutilmente, emendamenti alle manovre economiche del vecchio governo per un’azione draconiana e per l’applicazione del principio del danno erariale per gli usi inappropriati. Da sempre abbiamo inserito nelle nostre proposte di contro manovra questo intervento, nella rubrica “tagli ai costi della politica”.
Anche a Monti abbiamo fin da subito chiesto di intervenire.

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Perché nazionalizzare le “Fondazioni bancarie”? Monti ci pensi, nonostante Passera!

Il nostro sistema bancario è da tempo ormai in caduta libera, in capace di risollevarsi da sé, con i suoi mezzi, a causa di una gestione scriteriata (per altro in comune con molti altri sistemi finanziari mondiali) che, per effetto del ricorso “titoli tossici”, ha ancora perdite non emerse. Per questo motivo ha smesso di svolgere la sua funzione primaria (raccolta del risparmio dalle famiglie e impiego a fini produttivi presso le imprese) e ciò nonostante, per sopravvivere, è costretto a ricapitalizzarsi in modo massiccio per mantenere i parametri richiesti dalle norme di “Basilea”.

E’ evidente che, comunque vadano le cose, le nostre banche non potranno fallire, poiché trascinerebbero tutto il Paese al fallimento ed a pagarne il conto sarebbero poi le fasce più deboli della popolazione.
Come dimostra l’esempio Unicredit la difficoltà a trovare capitali di rischio è molto, molto grande. D’altronde, per resistere a shock particolarmente sfavorevoli, le banche italiane hanno bisogno di una ricapitalizzazione pari a 15,4 miliardi di euro, secondo l’indicazione dell'Autorità bancaria europea (Eba), l'organismo che dal primo gennaio di quest'anno ha il compito di sorvegliare il mercato bancario dell'Unione.

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Don Verzè: il prete bancarottiere con jet personale, amico di banchieri e politici
Vi ripropongo un post di un paio di mesi fa, che torna di attualità con la morte di don Verzé. Aggiungo tuttavia questa ulteriore riflessione, vista la santificazione del personaggio in corso, da parte di politici e mezzi d'informazione di tutti gli orientamenti: "Per me un corruttore e truffatore, anche se prete e morto, resta sempre un corruttore ed un truffatore."

Ancora una volta una storia tutta italiana. Anzi, data la situazione, un “miracolo a Milano”, dove si intrecciano religione, affari, banchieri e come sempre politica. Qualche giorno fa La Procura di Milano ha chiesto il fallimento dell’Istituto Ospedaliero San Raffaele, fondato da don Verzè, aprendo un’inchiesta per bancarotta, ostacolo agli organi di vigilanza e fatture false per operazioni inesistenti. Un buco di quasi due miliardi di debiti. Ma il “grande manager di Dio” girava il mondo in jet privato ed ha costruito la montagna di debiti grazie alle sue amicizie politiche.

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Lele Mora stia in galera ad espiare le sue colpe e dica ciò che sa!
Ha persino fatto finta di suicidarsi (con dei cerotti, da sbellicarsi dalle risate) per attirare l’attenzione su di sé. Forse pensava che la galera fosse uno dei tanti Grand Hotel dove soggiornava, quando truffava gli altri o tutti gli italiani non pagando le tasse. Ora tenta di impietosire la gente e dice «Chiedo scusa per quello che ho fatto, ma non ce la faccio più». Sono nati i soliti comitati dei “garantisti ad personam”, quelli cioè che si fanno vivi solo per le persone note.

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Monti, Iacopino, il Ministro Fornero e la casta dei giornalisti
Ieri mi apprestavo a seguire la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Monti, ma quando ha iniziato a parlare per introdurla il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Iacopino, ho spento il televisore e mi è venuto il voltastomaco.

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La casta familiare Alemanno-Rauti
Era molti anni fa, probabilmente il 1992. Non di ricordo di preciso la data, eravamo alla fine di una legislatura. Ascoltavo il Tg3 ed intervistavano alcuni parlamentari. Tra di essi vi fu Pino Rauti. Gli chiesero di cosa andasse fiero della sua attività di quel periodo. Rispose testualmente: “Essere riuscito a far assumere alla Rai mia figlia Alessandra”. Provai un senso di voltastomaco a quella dichiarazione così palese di familismo e dissi tra me e me: “che schifo”.
A distanza di tanti anni e partendo da lì ho visto tanti casi di familismo, di nepotismo, legati alla politica e penso che la casta “Alemanno-Rauti” ne sia un buon esempio.

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94 auto blu per ogni ASL. Monti tagli le auto blu e aumenti il potere d’acquisto delle famiglie!
Quest’oggi, avendo visto i dati dell’Istat sul potere d’acquisto delle famiglie, ridottosi dell’1,8% nell’ultimo anno, avevo esortato il Presidente Monti con il comunicato stampa, che segue, a bloccare le auto blu, che ci costano non meno di 4 miliardi di euro all’anno, trasformando il risparmio in maggiori detrazioni per carichi di famiglia.
CRISI: BORGHESI (IDV), MONTI TAGLI AUTO BLU E VITALIZI
(ANSA) - ROMA, 23 DIC - 'Monti combatta la recessione, Monti si preoccupi del fatto che il potere d'acquisto delle famiglie e' calato quest'anno di quasi il 2%. Faccia qualche cosa per costringere le regioni ad eliminare i vitalizi dei consiglieri che costano un miliardo di euro all'anno e blocchi per tutte le pubbliche amministrazioni le auto blu che ne costano 4. Destini queste somme a maggiori detrazioni fiscali per figli a carico.
Cosi' fara' crescere la domanda interna e l'economia'. E' quanto afferma, in una nota, il vice capogruppo
Idv alla Camera AntonioBorghesi.
(ANSA).

Le agenzie avevano appena battuto il mio comunicato quando è arrivato, a fagiolo, quello che riporto di seguito




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Con un mio emendamento alla manovra, “Banche” meno “padrone” sui mutui!
Grazie all’emendamento n. 36.03, a mia prima firma, accolto con riformulazione dal governo ed approvato in commissione, la pratica con cui una banca imponeva al cliente, in sede di concessione di un mutuo, la stipula di una polizza di assicurazione di cui la stessa banca era intermediaria, è considerata scorretta.

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