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EUROPEE 2014: DI PIETRO CHIUDE? COME PREVISTO ...















Europee 2009: c’è un partito di nome Idv che veleggia oltre l'8%. Oggi la stessa sigla (ormai rimasta tale) si ripresenta inspiegabilmente da sola, forte solo apparentemente di uno 0,5% del consenso popolare: il neo segretario proclama di volere affermare la propria (sua personale?) identità, ed un valore storico non di poco conto.

Come era infatti facilmente prevedibile, sono stati proprio i conti l'unica politica pervenuta dei dipietristi al comando, attaccati al tesoretto già in cassa, più l’ultimo rimborso, per il quale vi era la stata la promessa mai mantenuta di restituzione alle casse dello Stato. Tutti ricorderanno la solenne dichiarazione di Antonio Di Pietro in data 25 aprile 2012: “Noi abbiamo deliberato che a giugno [2013 ndr], quando ci sarà l’ultima rata del finanziamento pubblico per le elezioni politiche del 2008, che per noi dell’Idv ammonta a circa 4 milioni di euro, consegneremo quell’assegno al Ministro Fornero affinché lo possa dare alle fasce più deboli che ne hanno bisogno”.

Dopo quel congresso, che un Presidente convalidò di suo arbitrio contro il parere dei garanti (ad eccezione del garante del candidato vincitore, l’europarlamentare Uggias, che nel frattempo, come è stato poi accertato, con i fondi dell’Europarlamento stava pagando uno stipendio al responsabile dell’organizzazione del Congresso, nonché futuro tesoriere dell’Idv), ha avuto inizio la “nuova” gestione.


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Flavio Tosi, Report e la Gabanelli, Katia Forte e il clan dei calabresi a Verona

La vita privata di Flavio Tosi non mi interessa. Quello che fa nella sua intimità neppure, a condizione che ciò che fa non lo renda ricattabile. Chi ricopre incarichi pubblici non può essere ricattabile.

Come è noto Tosi ha cercato di evitare che ieri Report andasse in onda, depositando alla Procura della Repubblica alcuni filmati e presentando una querela “preventiva”.

Milena Gabanelli ha deciso di mandare in onda ugualmente la trasmissione chiedendosi in particolare come mai Tosi abbia depositato in Procura solo parte delle registrazioni. Come scrive il quotidiano di Verona, L’Arena: “Ne esce un quadro a tinte fosche della città tra presunti faccendieri, giri di finanziamenti politici, amicizie opache, rapporti «border line» con ambienti delle famiglie calabresi ma restano tutte da dimostrare sia le prove concrete sia l'esistenza dei fantomatici filmini o foto compromettenti per il sindaco.”

Ieri abbiamo visto le registrazioni integrali e ciò che abbiamo visto è sufficiente a dire che un “sistema Tosi” esiste a Verona e che siamo in presenza di molte cose da chiarire sulla gestione della città. Mi aspetto che ora il Procuratore della Repubblica interroghi immediatamente le persone coinvolte ed in particolare Massimo Giacobbo e Sergio Borsato, le cui dichiarazioni sono gravissime.

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Renzi: basta attacchi al ceto medio! A quando la lotta all’evasione?

Anche i dati Irpef 2012 confermano la situazione ben nota. Il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è di 17.470 euro mentre quello dei dipendenti 20.280. Solo lo 0,07% dei contribuenti dichiara più di 300 mila euro.

I dati sono impietosi e dimostrano ancora una volta che l’Italia è il Paese degli evasori fiscali.

Eppure Renzi, avendo i “grandi giornali indipendenti” come altoparlante, ha sbandierato tutta una serie di azioni, per il momento solo di facciata, dalla falsa abolizione delle province, alla vendita di una decina di auto blu intanto che ne sta comprando più di mille, alla questione morale intanto che imbarca nel governo la Barracu indagata e salva la Brambilla, ai tagli agli F35 intanto che il ministro Pinotti dichiara ai vertici militari che non cambia nulla, agli 80 euro al mese in busta paga che rischiano di essere una una tantum.

E sull’evasione fiscale? Nulla di preciso viene dichiarato. Eppure sarebbe semplice provarci. Basterebbero alcune norme draconiane:

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Lo scandalo delle spese regionali per rappresentanze estere: Zaia, Cota, Formigoni, Crocetta.

Lo scandalo delle spese regionali per rappresentanze estere: Zaia, Cota, Formigoni, Crocetta.

Leggo che tra gli interventi di riduzione della spesa pubblica del governo Renzi, o comunque tra le proposte di “spending review” del commissario Cottarelli, vi sarebbe anche quella di tagliare le spese delle Regioni per rappresentanze all’estero.

E’ un tema a me caro, tanto che nel 2010 ne feci argomento di una “Proposta di Legge” alla quale rinvio(http://leg16.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0044220.pdf )

Ancora una volta i fatti sono al di là di qualunque ragionevolezza e dimostrano come la politica regionale abbia le stesse pecche di quella nazionale e cioè vi sia il totale disinteresse verso i cittadini ed i loro problemi. E ciò coinvolge trasversalmente tutti i partiti storici, Lega Nord compresa.

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Il Presidente del Bayern (Hoeness) in carcere, quello del Milan (Berlusconi) si candida alle Europee












Nulla meglio di storie come queste fanno capire l’abissale differenza tra i Paesi dove l’etica è principio di vita e di accettazione sociale e quelli dove invece i delinquenti possono permettersi di prendere in giro la magistratura e fregarsene di ogni regola sociale.

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Tra Passera e il CNEL aboliamo il CNEL e risparmiamo 20 milioni di Euro!





Le agenzie di stampa ed un articolo su “Il Fatto” (Passera mette nei guai anche il Cnel. La sua presenza, contestata da sindacati e Confindustria, induce l’ente ad annullare un convegno) di oggi dimostrano, se ve fosse ancora bisogno, il volto “politico” di questo organismo di “rilevanza costituzionale”.

Mi sono già occupato in passato di questo ente “inutile” (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=323&Itemid=1 ) che costa agli italiani più di 20 milioni di euro al mese e che va annoverato tra quegli organismi pubblici, che servono solo a distribuire denaro ed a mantenere quella “fauna” politica (che per me comprende anche sindacati e confindustria) o a conservare qualche carica per “politici trombati” o a fine carriera (molti ex presidenti del Cnel sono stati segretari generali dei sindacati).

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ITALIA UNICA: il progetto di Corrado Passera. Riflessioni e proposte!

















Ero in sala ieri a Roma alla presentazione del nuovo progetto per l’Italia di Corrado Passera!

Mi è piaciuto l’inizio sulla location: “Ho voluto questo posto, a Roma perché vuol dire tutta l’Italia e perché è come essere in una serra a vetri. Che vuol dire TRASPARENZA!”

Mi sono piaciuti gli slogan: SI PUO’ E SE SI PUO’ SI DEVE o anche IO SIAMO, da un lato a significare fiducia nel Paese ed invito a tutti al senso di responsabilità e dall’altro creatività individuale e lavoro di squadra. Così come la citazione di Papa Francesco (CUSTODE DI TUTTO E DI TUTTI), cioè a dire non pensare solo a sé ed alla propria famiglia. E l’altro pensiero “I RIGORI LI SBAGLIA SOLO CHI HA IL CORAGGIO DI TIRARLI”, come dire che bisogna avere il CORAGGIO DI FARE

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Il sistema bancario. La falsa privatizzazione e le fondazioni bancarie. Guzzetti. Ceccuzzi.












Giulio Segre, Presidente dal 1992 (22 anni) di Fondazione Cassa Risparmio Venezia

Paolo Biasi, Presidente dal 1992 (22 anni) di Fondazione Cassa Risparmio Verona

Giuseppe Guzzetti, Presidente dal 1995 (19 anni) di Fondazione Cariplo

Antonio Patuelli, Presidente dal 1995 (19 anni) di Fondazione Cassa Risparmio Ravenna


Il nostro sistema bancario è da tempo ormai in caduta libera, incapace di risollevarsi da sé, con i suoi mezzi, a causa di una gestione scriteriata (per altro in comune con molti altri sistemi finanziari mondiali) che, per effetto del ricorso “titoli tossici”, ha ancora perdite non emerse.

E’ di questi giorni la notizia che si stia pensando ad una “bad company” nella quale concentrare le sofferenze: al 30 settembre 2013 l’Abi stimava in 150 miliardi di euro le sofferenze delle banche italiane, di cui 47 in capo a Unicredit e 55 in capo a Intesa S.Paolo.

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Napolitano, Monti, Berlusconi: questa volta difendo Napolitano!









Nella scorsa legislatura nei miei numerosi interventi, specie in occasione delle dichiarazioni sui voti di fiducia, ho più volte criticato apertamente e talora duramente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Ho più volte auspicato che il prossimo Presidente della Repubblica, chiunque sia, rientri nella prassi costituzionale che vuole che il Presidente rappresenti l’unità nazionale, sia il garante della Costituzione e non assuma alcun esercizio diretto di attività di governo.

E’ a tutti evidente che più volte nel corso dei suoi quasi otto anni da presidente, Napolitano abbia agito al limite delle sue prerogative costituzionali! Ha firmato decreti legge in apparente contrasto con il dettato costituzionale dopo aver più volte rimproverato al governo di non attenervisi.

Al riguardo valga per tutti il mio intervento sulla questione di fiducia in data 7 agosto 2012:


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Squinzi: tagliare la spesa pubblica ma non il carrello del Sole24Ore!



Come riferisce “Il Fatto Quotidiano”, “Il Sole24Ore, testata di proprietà della Confindustria, utilizzerà gli “strumenti per garantire il raggiungimento di un risparmio strutturale del costo del lavoro” equivalente a 35 giornalsiti sui 246 in organico, come si legge nel verbale di accordo sindacale siglato venerdì 31 gennaio da tre dei quattro rappresentanti sindacali della redazione. Gli strumenti in questione sono sostanzialmente due. Il primo è un nuovo ricorso ai contratti di solidarietà, per 24 mesi, con un taglio del 14% dell’orario di lavoro relativo al primo anno. Con un impatto relativo sul salario dei giornalisti che sarà parzialmente compensato dall’ente previdenziale della categoria, l’Inpgi. Il secondo è il pensionamento “per limiti di età ex articolo 33 del contratto di lavoro giornalistico” e, soprattutto, il prepensionamento “per il raggiungimento dei requisiti previsti dalla Legge 416/1981”, opzione quest’ultima prevalentemente a carico del fondo pubblico che stato appena rifinanziato con la legge di Stabilità. Obiettivo, l’uscita di una quarantina di giornalisti.”

Fin qui la notizia. Peccato che il tutto avverrà prima o poi in larga parte a carico dello Stato italiano. Vediamo perché?

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Bankitalia: una porcata, ma non quella della Napoleoni (M5S)!

La giornata di ieri doveva essere denunciata al paese intero con una serietà e severità tale da incollare la gente davanti ai telegiornali. Si è consumata invece in 4 chiacchiere da bar con tanto di scazzottata finale.

La vecchia politica volpona ringrazia!

Lo scandalo Bankitalia è rimbalzato dalle offese dei cittadini pentastellati agli equilibrismi del governo rimanendo ai più incompreso. Poi, grazie al provvidenziale gesto di un questore della Camera trasformatosi in buttafuori da balera, l’attenzione ha finito con lo spostarsi dal vero vulnus. Ora il dibattito è tutto sui metodi “sessantottini” dei ragazzi grillini e sul loro linguaggio: ma che cosa è successo?

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