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BERLUSCONI: IL CONFLITTO DI INTERESSI. IDV RILANCI L’ARMONIA DEI SUOI VALORI.
La questione del "conflitto d'interessi" è una delle battaglie che Idv ha combattuto da sempre,  nella consapevolezza che rappresenti un cancro che rischia di distruggere il nostro Paese. Non mi riferisco solo a quello, evidente, di Silvio Berlusconi, imprenditore con interessi diffusi, dai governi del quale non è stata approvata mai legge che non incidesse quasi sempre a favore delle sue aziende. Dalle sue emittenti televisive è noto che, unitamente ai suoi giornali destinatari degli ingenti contributi all'editoria, controlla ad oggi l'informazione in un contesto arricchito da assicurazioni, elettronica (gestita anche da suo fratello Paolo),etc… Per non parlare poi di tutte le leggi ad personam, fatte per ostacolare il lavoro dei magistrati nei suoi processi; e rimane nei fatti eleggibile anche alla faccia di una legge di ben 50 anni fa...
Ma se Berlusconi è l'emblema del conflitto d'interessi, questo fenomeno ammorba l’intero sistema della nostra democrazia, e per noi di Italia dei Valori è da sempre un cancro da combattere ad ogni livello: dal geometra che al mattino fa il sindaco firmando licenze edilizie ed al pomeriggio nel suo studio fa i progetti, a tutti coloro che sono al tempo stesso controllori e controllati, e cosa via.
Il nostro partito si è segnalato infatti come quello che più ha lottato fuori e dentro il Parlamento contro il conflitto d'interessi, ma in questo momento di autoanalisi non può sottacere che nella sua storia ha purtroppo tollerato conflitti d'interesse rilevanti, che persistono inverosimilmente tuttora.

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#coraggiodicambiare #scelgoio
Dopo un tormentato periodo di polemiche e scontri sono state presentate le candidature alla Segreteria Nazionale di Italia dei Valori.
I manifesti sono stati depositati, e si chiamano mozioni: trovo già una conquista che in questo Congresso si parlerà di politica finalmente, si ragionerà per tesi, un sogno che andavo incoraggiando da anni.
Ognuno di noi propone un‘idea di partito diversa, e avrà modo di argomentare la sua proposta; la rete ci veicola i messaggi con cui cerchiamo di condividere le nostre tesi, e anche di pubblicizzarle.
Ho visto, infatti, che c’è chi ha da subito fatto ricorso a slogan e loghi: io , benché esperto di marketing – o forse in virtù di questo- non trovo che si possa pubblicizzare un futuro: perché di questo stiamo parlando.
Un conto è il Signor Berlusconi che deve portare 100.000 persone in piazza e allora si inventa il motto, lo incornicia per benino, poi lo firma perché gli adepti vadano a fare proseliti; ed il suo è anche una buona operazione pubblicitaria per vendere il suo prodotto. Cioè l’ ipnosi politica.
Noi al contrario, abbiamo scelto di aprire gli occhi alla gente, portarla dentro le istituzioni a vedere e rendere accessibile un linguaggio sapientemente atto a distrarla. Pertanto da subito ho rigettato l’idea di allegare al mio manifesto un qualsiasi slogan.

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IL CORAGGIO DI CAMBIARE: LA MIA MOZIONE

Cari amici, è del tutto evidente che negli ultimi anni in Idv sono coesistiti due partiti: uno di eccellenza per qualità e quantità produttiva, l’altro crollato nel consenso, fallito nella linea politica, ammorbato dal malaffare. Il primo: quello presente fino a poco tempo fa nel Parlamento italiano ed Europeo. Il secondo: quello presente sul territorio italiano.

La mia candidatura, non vi nascondo sofferta, viene da una profonda riflessione sulla passione che mi lega a questo partito, e sulla sincera amicizia con Antonio Di Pietro. Per me Idv non ha mai rappresentato un’occasione di carriera visto che avevo già avuto modo di realizzarmi nella società civile: sono stato il più giovane dirigente d’azienda italiano a 25 anni, professore ordinario all’Università a 39. E quando, dopo Mani Pulite, ho deciso che bisognava provarci, a 45 mi sono trovato eletto come Presidente di una delle più importanti province d’Italia: quella di Verona. E dopo sei anni di duro ed assolutamente volontario lavoro in Idv sono arrivato in Parlamento. Ho sempre vissuto questa esperienza come un'autentica ispirazione a un valore che ho sempre ricercato nella vita: la giustizia. Antonio Di Pietro ha imposto alla politica di fare i conti con la giustizia: per me contribuire a questo progetto è stato un privilegio. Il suo nome ha finito, però, per seguire la tendenza dei partiti personalistici, e con essa tutto un sistema organizzativo spesso atto solo a gestire il consenso.

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RILANCIO IDV : OLTRE GLI SLOGAN
Mi fanno sorridere i tanti slogan che ultimamente leggo sul nostro futuro, nemmeno fossimo un partito di maggioranza di Governo che si riunisce per riassettare i propri equilibri… E ancora più simpatico è che vengono da parte della vecchia dirigenza, la stessa che ha portato il partito per manina fin qui.
Oggi di Italia dei Valori resta una cultura politica prossima ad un Congresso che, come sottolinea il suo fondatore Antonio Di Pietro, si appresta a darsi l’effettiva capacità di Partito, ed impostare così un ulteriore passaggio dove le tante opinioni possano condividersi in pochi e saldi ideali: un po’ le nostre origini.
Le scissioni, più o meno recenti, sono sempre stato frutto di posizioni trascurate, oppure osteggiate per interessi non certo generali. L’ organizzazione del Partito è stata tristemente condotta, comunque la si voglia vedere, secondo canoni che hanno diviso e lacerato il territorio: se per tutelare certe gestioni se per imbavagliare dissensi inopportuni se per mera incapacità, un dato emerge chiaro: è stato fallimentare.
Da un punto di vista associativo abbiamo perso migliaia di autentiche risorse umane, da un punto di vista unitario abbiamo diviso le regioni in campanilismi medioevali, da un punto di vista politico abbiamo devastato il patrimonio della nostra cultura post ideologica. Posto che ognuno di noi risponderà del proprio mandato e della propria funzione, e guardando solo avanti nell’ottica di un confronto finalmente su tesi ( che andavo da anni auspicando) la mia prima riflessione è quanto siamo chiamati a eleggere : una nuova classe dirigente, in primis il nuovo primo segretario.

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IDV 2.0 : UNA “GIOVINE ITALIA”, NON UNA RIVOLUZIONE ANAGRAFICA

Oggi sul “Fatto” si riflette sul valore di questo rinnovamento anagrafico, diventato ormai compulsivo per chiunque voglia dare credibilità al proprio intento.E l’articolo analizza con grande acutezza questo ultimo Parlamento, giovane di per certo all’anagrafe, meno al lavoro. Nella disanima dei protagonisti e dei loro movimenti, ne sottolinea equilibri e intese: il solo denominatore comune è la vecchia politica. Giovani parlamentari, piuttosto che ministri, risultano ben più atrofizzati dei vecchi volponi da Transatlantico per dialettica e maniera, tanto da condividere posizioni opposte.

Il nostro Paese sta vivendo un passaggio epocale tra repubbliche che si avvicendano come ere geologiche: la prima finita con Mani pulite generò la seconda dei braccianti della morale, finiti tristemente Casta privilegiata, spazzata via da questa terza. La nuova connotazione ultima? Appunto la “gioventù”, elementare operazione di marketing per rilanciare il vecchio prodotto: convinzione analoga ebbe una recente rivoluzione, per il successo della quale qualcuno prescriveva invece il “civile”(poco importava se fosse più politicizzato del “POLITICO”).

La nuova politica, il rinnovamento che il popolo italiano ha chiesto in ogni maniera, è stato risolto così: rinnovando le culture partitocratiche in espressioni solo meno agèe e affidando a custodi nati più recentemente le funzioni del potere.

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IDV ALL’OPERA: E SE L’ ITALIA DIVENTASSE UN VALORE DI TUTTI?
 
Ieri dopo una lunga riflessione ho preso la decisione di candidarmi alla Segretaria del Partito: un gesto di umile disponibilità di quel tanto o poco di esperienza che mi è riconosciuto dalla politica , ma soprattutto dal Partito che ho rappresentato in questi anni.
Così ho incominciato grazie al contributo di tanti di voi a scrivere il Manifesto del partito che vorremo: sono abituato dalla mia professione accademica a scrivere a più mani, ma questo lavoro è un esperimento ambizioso perché per dare un rinnovato allestimento del Partito, inteso come una naturale evoluzione e non una rivoluzione necessaria , sintetizza tanti comuni intenti per arrivare a scopi così realmente condivisi e partecipati.
Il mio primo pensiero va al Presidente Antonio Di Pietro, a quanto mi lusingò nel volermi manovale delle fondamenta di quello che per lui sarebbe stato un valore rivoluzionario per l’Italia: l’onestà.

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NAPOLITANO, NUOVO GOVERNO E IDV: BASTA PAURE. SI PUO' FARE!

 

Ieri ho voluto accogliere l’invito di alcuni amici a presenziare, in rappresentanza del nostro partito, al giuramento del Presidente Napolitano, perché “Italia dei Valori è comunque una forza politica di questo Parlamento”, profondamente confortato da questo giudizio di alti rappresentanti delle Istituzioni attuali.

Il discorso del Presidente Giorgio Napolitano mi ha colpito per la provata severità dei suoi moniti e per la sentita accoratezza dei suoi appelli: questa secondo me ha generato l’autentica commozione dell’oratore e di noi che lo ascoltavamo. La mancata riforma elettorale è stata posta come una pesante colpa a chi applaudiva ignobilmente alla condanna delle proprie responsabilità, così come il richiamo all’urgenza di politiche sociali ha denunciato la mancata volontà di quelle stesse forze che si apprestano ora a formare un nuovo Governo.

Un discorso al Parlamento per parlare al Paese: un monito perentorio alle forze politiche per sollecitare le forze sociali. Un equilibrio di contenuti ed una compostezza di forma che ha onorato il diffuso dissenso per questo suo secondo incarico.

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LAVORO E IMPRESE: NECESSARIO UN PATTO TRA PRODUTTORI
Tutti mettono oggi al primo posto dei programmi di governo del Paese il tema del lavoro e dell’occupazione. Nessuno tuttavia lo fa con la necessaria concretezza cercando di elaborare soluzioni che abbiano efficacia immediata.
Da una situazione eccezionale, come quella che sta mettendo al tappeto imprenditori e lavoratori, non si esce se non con provvedimenti altrettanto eccezionali, magari limitati nel tempo.
Nessuno ricorda però, o non conosce, alcuni assiomi che sono basilari per la questione di cui si parla:
1. Non vi è occupazione senza impresa. Non vi è alcuna legge che possa creare lavoro (se non per un tempo molto limitato), né vi è alcun giudice che possa ordinare anche la reintegrazione di un lavoratore se l’impresa non è in grado di restare sul mercato;
2. Non vi è nuova occupazione senza nuovi investimenti da parte delle imprese. Solo le imprese che innovano prodotti e processi e per farlo re-investono gli utili e/o trovano nuovi e maggiori capitali sul mercato, crescono e creano lavoro;
3. Non vi possono essere nuovi investimenti se non vi è la prospettiva del loro ritorno, che è ovviamente associato ad un congruo guadagno.

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CONGRESSO IDV: POLITICA, NO INCIUCI!

Una premessa a questo mio intervento è dovuta a quanti mi chiedono di giustificare la mia assenza dall’Esecutivo ultimo: ero dall’altra parte del mondo.

Questa lontananza oggi mi rimane come metafora: provo infatti una profonda distanza dalle misere acredini di alcuni dirigenti locali e nazionali, che nel nostro Partito si chiamano RESPONSABILI. Ahimè di responsabile in tanti di loro vedo solo l’affanno a salvare la poltrona.Invito pertanto tutti a maggiore serietà e responsabilità: chiedo che cessino subito tutte le polemiche da bocciofila, e si avvii la fase congressuale con quella dignità politica che il nostro Partito merita più di quanto necessiti. Ognuno di noi si adoperi pertanto a riscattare la nostra storia politica anziché convalidare quella più grottesca, e ognuno di noi risponda delle responsabilità politiche per le quali era stato nominato invece che confonderle o generalizzarle per i propri spot. Siamo un Partito, con l’ambizione di rappresentare i valori del paese: la fase che si è aperta dovrà garantire al Partito e non ai suoi dirigenti un futuro politico.

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IDV: Cambiare tutto per non cambiare nulla?
Continuo a seguire anche da dove mi trovo il delirio di iniziative che continua a imperversare nel nostro partito: dirigenti locali che urlano al golpe terrorizzati della sola ipotesi di rimettersi al comune consenso, dirigenti nazionali che dichiarano poi rettificano pur di non legittimare un solo cambiamento autentico, simpatizzanti chiedere ai nostri iscritti di sparire, militanti implorare i propri rappresentanti di farsi da parte. Il caos: quel marasma che a qualcuno servirà per scongiurare qualsiasi tipo di cambiamento reale e imporrà il ritorno ad una gestione ordinata e certa del partito, poco importa se fallimentare. Voglio solo ricordare a quanti mi scrivono chiedendo di "fare qualcosa" che oggi tutti possono farlo ad eccezione del sottoscritto. Il mio pensiero e' da tempo minoranza, le mie richieste poco funzionali al potere sempre isolate, da ultimo si e' pure cercato di darmi responsabilità' inesistenti. Da quando ho visto il nostro partito sputtanato davanti a milioni di italiani in più mandate televisive di cronaca ed ora di pessima comunicazione ho scelto di dire quanto penso, sentendomi sempre più lontano dall'isteria di qualcuno, che ha tratto dalla politica una carriera insperata e che dispera di vedere perduta. Io non ci sto. Chiedo che all'Esecutivo venga dato il voto a chi ne ha diritto per Statuto e che gli invitati siano, sempre se legittimati dal territori, solo spettatori. Ma meglio, chiedo che all'Esecutivo si voti: perché le dittature,per quanto folcloristiche, sono fallite, ed hanno spazzato via le miserie di quel sistema che le autorizzava. Se questa e' la storia dl mondo voglio augurarmi che anche per noi sia arrivato quell'appuntamento.

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Idv-Primarie o Idv-Congresso? Alcune precisazioni tanto per essere chiari!
Pubblico in nome della trasparenza che mi riconoscete, quanto scritto all'ufficio di Presidenza, dal momento che già è a vostra conoscenza il mio pensiero  visibile su questo stesso sito come [LINK=/component/content/article/169-antonio-borghesi/20838-italia-dei-valori-non-chiude-e-non-si-scioglie][B]comunicato.[/B][/LINK]

1. L'ufficio di Presidenza] (al quale mi piace ricordare partecipo avendo accettato di farlo a scopo di garanzia dei nostri iscritti SOLO PERCHÉ INVITATO A FARLO COME CONSULENTE avendo dato le uniche dimissioni che non siano state successivamente congelate o sconfessate...) delibera di PROPORRE all'Esecutivo del Partito un'alternativa politica per rispondere in maniera più immediata e forse più partecipata del Congresso.

L'iniziativa non è certo la mia, ma la ascolto ne seguo l'analisi e mi convinco che può essere una soluzione valida per uscire dalla crisi dove ci hanno portato i vari  Report, le scelte locali e le varie Rivoluzioni (che mi piace ricordare portano tutte precise responsabilità, anche se alcuni nostri dirigenti - dimissionari solo o forma  o per intento - contano di generalizzare).
La comunicazione quindi che si riferisce ad uno scioglimento di Idv non è corretta, ed invito il Presidente Di Pietro a chiarire quanto realmente deliberato in quella sede.

2.Ruolo dell'Esecutivo Nazionale
Ogni decisione circa la vita politica del Partito e' statuariamente competenza esclusiva dell ' Esecutivo Nazionale.  Che poi il nostro Partito sia storicamente insolito alla votazione ( l'unica che ricordi fu quella sull'adesione a Rivoluzione Civile alla quale votai contro ) ed altresì abituato a recepire per acclamazione le conclusioni del Presidente,  e' una prassi sbagliata da tempo ma persistente comunque. In questo modo è andato anche l'ultimo Esecutivo del 10 marzo che, per quanto animato e ricco fosse stato il dibattito,  è morto  con le solite tante mozioni sul tavolo.

3. Ruolo del Congresso
Al congresso appartiene la sovranità del Partito, la sua esistenza in vita e solo dal voto dl Congresso può uscire uno scioglimento di questo.

Dalla convulsione,  dal giro di mail formali e meno, e dei blog che annunciano,  smentiscono,  dichiarano e controbattono, ritengo giusto chiamarmi fuori, perché mi e' chiaro che siamo in piena campagna elettorale, e personalmente non intendo prestarmi ai vecchi giochi che hanno minato la credibilità del nostro Partito e della sua classe dirigente. E soprattutto non offro la mia integrità ad ammortizzare le responsabilità altrui che ritengo per il bene futuro del Partito non vadano scontate a nessuno.
Io non mi nascondo certo nelle parole e con serafica chiarezza comunico già' che, se riterrò democratica  e trasparente l'organizzazione di questa sfida, mi candiderò alla guida di un Partito che ho contribuito a far nascere,  a diffondere, a crescere; forte di averlo fatto senza arricchirmi di un solo euro, di non avere certo guadagnato da esso alcun incarico che altrimenti avrei potuto conseguire.  Al contrario ho notoriamente sacrificato la mia carriera accademica, la mia capacità professionale, e da ultimo la mia credibilità politica pur di essere coerentemente espressione del  Partito stesso.
Forse come pochi ancora credo fermamente  nel progetto politico di Idv , che ho reso pubblicazione scientifica, dibattito culturale,  proposta di legge, e soprattutto sinonimo di credibilità. Ed ho ho un progetto di riscatto ambizioso, che nasce dalla autentica condivisione e dalla alta, altissima espressione dei propri interlocutori. Meglio se giovani e donne, ma certamente libero dalle mode del momento.
Oggi lascio all'Ufficio di Presidenza  il mio contributo (da consulente che sono) per "le regole del gioco" e parto per una vacanza programmata da tempo, una pausa che ho fortemente voluto per mettere distanza con quanto, troppo, ho assistito negli ultimi mesi.
L'UdP, nel pieno della sua composizione,  subordinatamente alle decisioni dell'Esecutivo nazionale, ci consegnerà l'organizzazione del futuro di questo Partito: alla coscienza di ognuno di noi sarà dato un voto. Buon lavoro.

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