La decisione del Tar del Lazio secondo la quale il decreto “ad listam” o “ad partito” non può essere applicato poiché trattasi di materia di competenza regionale dimostra almeno due cose:
In una progressione impressionante dopo le leggi ad personam (dal “Lodo Alfano” al “legittimo impedimento”, dal decreto “intercettazioni” al “processo breve”) , dopo le leggi ad azienda(decreti a favore di Mediaset e a danno dei suoi concorrenti), dopo le leggi ad urbem (quelle degli amici naturalmente e cioè Roma, Catania, Palermo, Brescia), ora siamo al colpo finale: la legge ad partito.
Oggi sono intervenuto per Idv nelle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia(l'ennesima) posta dal governo. Di seguito il resoconto di ciò che ho detto.
Signor Presidente, Signor Ministro, Tito Livio scriveva duemila anni fa: Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. La sua traduzione attuale potrebbe essere: mentre a Roma il centrodestra discute, l'Italia viene espugnata.
Nei prossimi giorni Di Girolamo sarà dichiarato decaduto dalla carica di senatore, tornerà ad essere un normale cittadino e sarà arrestato. E’ giusto così: ciò che ha fatto è gravissimo. Essere schiavo della criminalità organizzata ed asservito e funzionale agli scopi del clan Arena e della n’drangheta non può che portare ad un giudizio pesantissimo su di lui.
Nell’ambito di ''Una delle frodi piu' colossali mai poste in essere nella storia nazionale'', come è stata definita dal gip Aldo Morgigni, nella rete è stato pescato anche il senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo.
E’ davvero esilarante l’annuncio di Berlusconi di un intervento legislativo del suo governo per inasprire le norme contro la corruzione. Si potrebbe chiosare così: “Può un corruttore combattere la corruzione?”.
Nella giornata finale del Congresso Nazionale di Italia dei Valori, svoltosi a Roma il 5/6/7 febbraio scorso, ho svolto il mio intervento ai delegati. Ve lo ripropongo qui.
Dopo le nuove vergognose rivelazioni sugli appalti truccati della gestione Bertolaso della protezione civile, e dopo che in solo giorno sono stati arrestati il consigliere comunale di Milano del Pdl Pennisi ed il presidente della provincia Pdl di Vercelli Masoero entrambi per concussione, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha parlato.
L’altro giorno sono intervenuto alla trasmissione di Rai 2 “Il fatto del giorno”. In essa si è parlato delle dichiarazioni di Ciancimino e dei pentiti. Ho ricordato che fondamentalmente Ciancimino ha detto cose non diverse da quelle che già erano state detta da alcuni magistrati (e per esse vi rinvio ad un mio post in questo sito (http://www.antonioborghesi.it/index.php?option=com_content&task=view&id=203&Itemid=1 ) e che ripeteva spesso uno dei suoi più fedeli alleati di oggi: Umberto Bossi. Ho anche ricordato che ora vogliono cambiare la legge sui “pentiti” per tappare loro la bocca. Le sottosegretarie Casellati e Martini si sono sollevate sostenendo che sia il Ministro Alfano che il Ministro Maroni hanno solennemente dichiarato che quella legge non ci sarà. Il giorno dopo sono stati prontamente smentiti da Berlusconi in persona che ha detto: “Cambieremo la legge sui pentiti”.
Di seguito riporto dichiarazioni rese da Bossi alla stampa su Berlusconi, sull’origine dei suoi soldi e sulla fondazione di Forza Italia.
Nel decreto che proroga le missioni internazionali italiane il governo ha tentato, con un suo emendamento, di introdurre una sorta di "naja breve", aperta ai cittadini, che in realtà si presterebbe bene all'addestramento di gruppi paramilitari. L'emendamento è stato dichiarato inammissibile ma sono certo che il governo ci riproverà. Per questo sono intervenuto in aula.